Dalla MiFID II più trasparenza su costi e rischi per i risparmiatori Ue

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Dalla MiFID II più trasparenza su costi e rischi per i risparmiatori Ue

 

Arrivano nuove regole in Europa per tutelare i risparmiatori. Merito della MiFID II, acronimo inglese di “Markets in Financial Instruments Directive”, ossia la direttiva sui mercati degli strumenti finanziari. Ad agosto 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo di attuazione della Direttiva  che è entrata in vigore ufficialmente il 3 gennaio 2018. Obiettivo: introdurre maggiore trasparenza sugli strumenti finanziari, prevedendo requisiti stringenti per gli operatori e nuove regole di comunicazione a tutela degli investitori.

Le principali novità di MiFID II

• Una comunicazione chiara sui costi dell’investimento

comunicazione mifid

La direttiva impone un’informazione completa e trasparente su tutti i costi dell’investimento, sia relativi al prodotto sia relativi al servizio di investimento prestato in abbinamento. Gli intermediari distributori dovranno quindi, prima dell’investimento, fornire un’informativa aggregata che stimi, sia in termini percentuali sia in valore assoluto, i diversi costi del prodotto (costi di ingresso/uscita, commissioni di gestione, commissioni di performance, costi di transazione…), del servizio (ad esempio i costi di consulenza, se rilevanti) e le retrocessioni che il distributore riceve da terze parti (i cosiddetti inducements), ovvero tutti costi che il cliente dovrà sostenere annualmente. Analoga informativa andrà poi fornita ai clienti, almeno annualmente, evidenziando i costi realmente sostenuti nell’anno ed il loro effetto complessivo sul rendimento dell’investimento.

• Ad ogni cliente il prodotto giusto

prodotto giusto mifid II

La MiFID II prevede che distributori e produttori di strumenti di investimento lavorino in stretta sinergia per garantire l’emissione e la distribuzione di prodotti adeguati a ciascun cliente.
Per ogni prodotto finanziario dovrà essere delineato  uno specifico target di clientela cui rivolgersi, definito sulla base di cinque macro-categorie: tipologia di clienti a cui il prodotto è indirizzato, conoscenza ed esperienza, capacità di sopportare le perdite, tolleranza al rischio ed obiettivi e bisogni del cliente. Ai distributori verrà quindi richiesta un’adeguata profilatura del risparmiatore per valutare la compatibilità del prodotto con il profilo del cliente finale.

• Più controllo e vigilanza

controllo e vigilanza mifid II

Per cercare di interrompere i collocamenti indiscriminati (e pericolosi per l’investitore meno accorto) aumentano i poteri delle autorità di vigilanza (Consob, Banca d’Italia, oltre agli organismi internazionali) sul collocamento di prodotti finanziari.
Queste autorità avranno infatti la possibilità di proibire o limitare la vendita di alcuni strumenti finanziari qualora ritengano che il loro collocamento possa comportare rischi eccessivi per gli investitori o che minacci la stabilità finanziaria del sistema.

• Consulenza indipendente e non indipendente

costi mifid II

Sempre nell’ottica della massima trasparenza, è stato introdotto l’obbligo di riconoscere il servizio di consulenza su base indipendente. Tale consulenza, laddove presente, dovrà essere esplicitata e l’effetto cumulato di costi e commissioni sull’investimento dovrà essere comunicato sia ex-ante che ex-post al cliente. Così facendo il cliente è messo nella condizione di avere a disposizione informazioni chiare e standardizzate e di poter valutare in modo separato il costo del prodotto e del servizio.

MiFID II per Etica Sgr

Trasparenza

Molte sono le novità importanti introdotte con MiFID II, tutte con l’obiettivo di aumentare la trasparenza dei costi e l’informativa al cliente finale. Bisogna dire che questo elemento così centrale non è una novità per Etica Sgr, ma uno dei principali valori dello Statuto.

“(…) L’attività della Società è improntata alla massima trasparenza”. (art. 4 Statuto Etica Sgr).

Questa viene declinata attraverso una struttura dei costi dei fondi semplice e lineare, evitando tipologie di costi di difficile comprensione (come ad esempio commissioni di performance, commissioni di uscita a tunnel, ecc.). Il cliente è così in grado di conoscere e confrontare le varie tipologie di costi legate all’investimento e di poter scegliere un determinato prodotto in maniera più consapevole, nel rispetto delle proprie esigenze. Inoltre, per la prima volta la direttiva riconosce gli investimenti etici come esigenza del cliente.

Investimenti etici

Un altro elemento di novità è rappresentato dalla fusione in un’unica categoria degli aspetti riguardanti gli obiettivi e i bisogni dei clienti. Il fine è evitare situazioni di confusione perché non tutti i prodotti di investimento possono presentare caratteristiche capaci di soddisfare i bisogni particolari dei clienti.

ESMA ha pubblicato delle specifiche Linee Guida indirizzate alle Autorità di Vigilanza nazionali con l’obiettivo di definire un quadro comune delle modalità e degli approcci da adottarsi nella valutazione del mercato “target” di un prodotto finanziario. Nelle Linee Guida vengono proposte alcune esemplificazioni di bisogni rilevanti che un prodotto può soddisfare, identificando per la prima volta anche esigenze non strettamente finanziarie, tra cui gli “investimenti verdi” e gli “investimenti etici”.

Che cosa significa? Da un lato le linee guida specificano che l’investimento responsabile è un’esigenza del risparmiatore a cui la casa prodotto e i distributori devono prestare la dovuta attenzione. Dall’altro lato, se l’investitore esprime la volontà di investire in modo responsabile, egli avrà il riconosciuto diritto di ricevere delle proposte di investimento che non esulano da questa esigenza.

Più trasparenza, più diritti e più investimenti responsabili.


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