Overshoot day: il 1° agosto la Terra ha esaurito le risorse dell’intero anno

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Overshoot day: il 1° agosto la Terra ha esaurito le risorse dell’intero anno

 

Overshoot day: è il giorno che segna il consumo di tutte le risorse prodotte dal Pianeta per l’intero anno. Dal giorno dopo l’umanità attingerà a risorse che la natura non è in grado di rigenerare.
Quest’anno cade il primo agosto. Dal 2 agosto, quindi, l’umanità consumerà risorse che la natura non è in grado di rigenerare entro il 31 dicembre. Vuol dire che dopo appena sette mesi abbiamo bruciato tutte le risorse rinnovabili del Pianeta e stiamo creando un “debito pubblico ecologico“.

Come si calcola l’Overshoot day

L’Overshoot day è una data simbolica, ovviamente, frutto di un calcolo effettuato dal Global Footprint Network. Il giorno si ottiene rapportando quanto consumiamo in un anno rispetto a quanto può essere rinnovato dal Pianeta in natura: energia, acqua, terra, cibo. Risultato: ogni anno consumiamo sempre di più senza che la natura possa adeguarsi con altrettanta velocità.

La situazione sta peggiorando a vista d’occhio. Negli anni Sessanta del secolo scorso c’era ancora il pareggio di bilancio tra consumo e risorse rinnovabili. Il decennio successivo l’Overshoot day cadeva il 10 novembre, durante gli anni Ottanta è arrivato a fine ottobre, dieci anni dopo cadeva i primi di ottobre, poi a settembre e dieci anni fa avevamo già consumato tutte le risorse rinnovabili il 20 agosto.

Un debito ambientale sempre più grande

Stiamo alimentando un debito ambientale pesante per le generazioni future, che continua a crescere di anno in anno. Ma, secondo il Global Footprint Network, c’è ancora la possibilità di invertire la rotta.

Lo dimostra l’Accordo di Parigi sul clima, firmato da 195 Paesi nel dicembre del 2015. «Anche se imperfetto, l’accordo di Parigi ha generato la speranza che l’umanità sia finalmente pronta ad affrontare la più grande sfida che si sia mai trovata di front – scrive il Global Footprint Network nel rapporto annuale – Esploreremo soluzioni nella progettazione e gestione delle città e in tutti gli altri settori. Tenendo presente che anticipare l’Overshoot day di cinque giorni ogni anno è indispensabile per tornare in equilibrio prima del 2050».

Il Global Footprint Network ha anche fornito delle indicazioni pratiche, suddivise in 4 aree di intervento: città, energia, cibo, popolazione.

La soluzione nelle città

Città finanziarie sostenibiliSi stima che entro il 2050 tra il 70% e l’80% della popolazione mondiale vivrà in un’area urbana. Di conseguenza città pensate per risparmiare energia e inquinare poco permetteranno di preservare risorse naturali. È necessario progettare edifici energeticamente efficienti e ampliare le aree coperte da trasporto pubblico. Una voce importante quest’ultima, considerando che dalle auto private deriva il 14% dell’impronta ecologica.

«Se riducessimo del 50% le auto in circolazione – si legge nel rapporto – e se le sostituissimo per un terzo con il trasporto pubblico e i restanti due terzi con biciclette e spostamenti a piedi, l’Earth Overshoot Day verrebbe rinviato di 12 giorni».

Se il cibo è sostenibile

I consumi alimentari sono responsabili del 26% dell’impronta ecologica. In particolare sono le calorie animali a consumare più risorse. «Se riducessimo i consumi mondiali di carne del 50%, rimanderemmo l’Overshoot Day di 5 giorni – scrive il Global Footprint Network. Ridurre gli sprechi alimentari del 50% in tutto il mondo potrebbe rimandare l’Overshoot Day di 11 giorni».

Energia pulita

Emissioni inquinantiLe emissioni di carbonio rappresentano oggi il 60% dell’impronta ecologica dell’umanità. «Se riuscissimo a dimezzarle – scrive il Global Footprint Network – l’Overshoot Day si sposterebbe di circa 3 mesi».

Cosa fa Etica Sgr per il Pianeta

Noi di Etica Sgr abbiamo a cuore la transizione verso un futuro a basse emissioni di CO2. Per questa ragione aderiamo – già dal 2015 – al Montréal Carbon Pledge, un’iniziativa promossa dal PRI rivolta agli investitori istituzionali di tutto il mondo che prevede l’impegno a misurare, ridurre e rendicontare l’impronta di carbonio (“carbon footprint”) dei propri investimenti azionari.

Dall’ultimo studio svolto sul fondo Etica Azionario è emerso che le aziende in portafoglio sono attive nella riduzione delle proprie emissioni inquinanti. Infatti l’81% delle aziende ha intrapreso iniziative per ridurre l’impatto ambientale attraverso, ad esempio, lo sviluppo di prodotti low carbon e processi di produzione più efficienti dal punto di vista energetico.


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