Schiavitù moderna, oggi si può combattere con l’engagement

Share
Condividi

Schiavitù moderna, oggi si può combattere con l’engagement

 

Schiavitù moderna, chi pensa che sia stata debellata si sbaglia, ha solo cambiato faccia. E coinvolge ancora un’ampia parte della popolazione mondiale: 40,3 milioni di persone nel 2016 secondo una ricerca dell’International Labour Organization (ILO) e della Walk Free Foundation in collaborazione con l’International Organization for Migration (IOM). È intitolata “Global estimates of modern slavery: forced labour and forced marriage” ed è stata presentata in occasione dell’ultima assemblea generale delle Nazioni Unite.

La schiavitù moderna ha una faccia molto diversa da quella del nostro immaginario, nelle piantagioni di cotone in America. Oggi non ci sono padroni che pretendono di possedere altre persone, ma è fatta di traffico di esseri umani, lavoro forzato, schiavitù per debiti, matrimonio forzato e sfruttamento della prostituzione.

Donne e bambini le prime vittime della schiavitù moderna

Le donne sono più colpite dal fenomeno della schiavitù moderna (bambine comprese), con quasi 29 milioni di casi (il 71% del totale). Le donne costituiscono anche la quasi totalità delle vittime di lavoro forzato nell’industria del sesso (99%) e l’ampia maggioranza dei soggetti costretti a matrimoni combinati nel mondo (84%).

Al secondo posto i bambini: uno su quattro è colpito da questo fenomeno.

Dove e in quali settori

Il lavoro forzato è la categoria che comprende il più elevato numero di schiavi moderni con 25 milioni di casi: vengono obbligati a eseguire lavori in ambito domestico, nell’edilizia, in fabbriche clandestine, sulle navi, nei campi o nell’industria del sesso. 15 milioni sono invece gli individui costretti a sposare un partner imposto dalla famiglia.

La schiavitù moderna riguarda tutto il mondo. Le aree più colpite dal fenomeno sono l’Africa (7,6 ogni mille abitanti), l’Asia e il Pacifico (6,1 su 1000), l’Europa e l’Asia centrale (3,9 su 1000).

In particolare il lavoro forzato è praticato nell’area asiatica e del Pacifico, seguita da Europa e Asia centrale, quindi da Africa e Stati arabi.

La piaga del lavoro minorile
schiavitù moderna

L’Ilo ha appena pubblicato anche un’altra ricerca, che presenta i dati più recenti sul lavoro minorile, “Global estimates of child labour: Results and trends, 2012-2016”. Proprio la lotta al lavoro minorile è uno degli obiettivi delle Nazioni Unite (SDG, Sustainable Development Goals). Il traguardo purtroppo è ancora lontano. Secondo la ricerca dell’Ilo è una piaga che oggi riguarda 152 milioni di bambini e ragazzini di età compresa tra i 5 e i 17 anni. Il 71% circa del lavoro minorile si concentra in agricoltura, il 17% nei servizi, il 12% nell’industria.

L’engagement di Etica Sgr

Etica Sgr sfrutta la sua capacità di influenza per stimolare comportamenti sostenibili e responsabili nel medio-lungo periodo nelle aziende in cui investe attraverso l’engagement, che si attua due modalità:

Il contatto non si limita al momento assembleare, ma prosegue nel corso dell’anno in un’ottica relazionale di lungo periodo. Il dialogo instaurato consente, infatti, di ricavare informazioni preziose e utili al completamento dell’analisi di responsabilità sociale, ambientale e di buona governance.

In entrambi i casi, all’investitore sono richiesti un impegno costante, paziente e di lungo periodo ed una conoscenza approfondita dell’emittente. Se vuoi saperne di più, scopri la sezione Engagement.


This entry was posted in News ed eventi and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.