Investimento responsabile: cosa si è detto all’Italian Sustainability Day

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Investimento responsabile: cosa si è detto all’Italian Sustainability Day

 

Investimento responsabile. Etica Sgr ha partecipato all’Italian Sustainability Day, il primo evento in Italia – e tra i primi a livello internazionale – in cui una Borsa organizza incontri sui temi della sostenibilità.

Etica Sgr ha incontrato 7 aziende italiane (A2A, Atlantia, Campari, Erg, Italgas, Prysmian e Snam) e Aldo Bonati, Vice Responsabile dell’Area Analisi e Ricerca, ha partecipato a un panel sull’Engagement.

Di seguito un piccolo resoconto dei contenuti emersi durante la giornata.

Principi di Investimento responsabile (PRI)

I Principi di Investimento Responsabile (PRI), supportati dalle Nazioni Unite,  sono stati sottoscritti da oltre 1.600 investitori istituzionali a livello mondiale.

Di cosa si tratta? I Principi per l’Investimento Responsabile delineano possibili azioni per incorporare temi ambientali, sociali e di corporate governance (ESG) negli investimenti in tutte le Asset Class (azioni, obbligazioni ecc.).

Clicca qui per leggere i sei principi di investimento responsabile
  1. Incorporeremo i temi di ESG nell’analisi degli investimenti e nei processi decisionali.
  2. Saremo proprietari attivi e incorporeremo i problemi di ESG nelle nostre politiche e pratiche di proprietà.
  3. Ricerchiamo informazioni appropriate sulle questioni di ESG da parte delle entità in cui investiamo.
  4. Promuoveremo l’accettazione e l’attuazione dei Principi nell’ambito del settore degli investimenti.
  5. Lavoreremo insieme per migliorare la nostra efficacia nell’attuazione dei Principi.
  6. Ci riferiremo ciascuno sulle nostre attività e sui progressi verso l’attuazione dei Principi.

Temi ESG sempre più importanti

Il Network Elite di Borsa Italiana rileva che i temi ESG acquisiscono sempre maggiore importanza, anche per le aziende non quotate. E non a torto, visto che le conseguenze dei rischi ESG possono tramutarsi in effetti finanziari. A titolo di esempio di una componente non finanziaria che impatta una componente finanziaria della società, può essere citato il caso BP Oil che ha subito un impatto significativo dei disastri ambientali anche in termini di prezzo dell’azione.

È stato dimostrato, infatti, che esiste una correlazione positiva tra rischi ESG e rischi finanziari. Argomento avvalorato anche dalla metrica proprietaria di Etica Sgr: il Rischio ESG.

Dai dati del PRI risulta infatti che nel 2016 il 60% delle risoluzioni degli azionisti di maggioranza nelle assemblee hanno riguardato il tema del cambiamento climatico. Inoltre, nel principio 2 del PRI, viene ricordata l’importanza e l’efficacia di iniziative di “collective engagement” ovvero l’atto di spingere le aziende in cui si investe, a mettere in pratica azioni che vanno in direzione di un miglioramento sui temi ambientali, sociali e di governance.

Il collective engagement è ovviamente adottato anche da Etica Sgr.

Mercato finanziario sostenibile

Un approccio sostenibile al mercato finanziario presenta due importanti caratteristiche che lo rendono vincente:

  • è resiliente in caso di shock,
  • supporta la crescita economica.

Durante l’Italian Sustainability Day è emersa la possibilità di dare un vero e proprio prezzo alle esternalità che il business produce. L’obiettivo è creare incentivi (più che semplici norme) atti a orientare verso politiche di investimento responsabile e alla conseguente ottimizzazione dei processi e delle strategie aziendali.

Si è parlato anche degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. L’Agenda include 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 traguardi: lotta alla povertà, eliminazione della fame e contrasto al cambiamento climatico, per citarne qualcuno.

Obiettivi ambiziosi secondo gli stessi relatori.

L’intervento di Etica Sgr

La relazione di Aldo Bonati si è focalizzata sul secondo principio PRI (Active Ownership appunto). Questo principio è stato definito come la somma di due componenti fondamentali:

  • Proxy voting: il voto delegato, utilizzato per esercitare influenza durante la votazione in assemblea.
  • Dialogo: attività volta a favorire la collaborazione tra investitore e azienda, con l’obiettivo di influenzare le scelte delle società orientandole alla sostenibilità.

Durante il panel è emerso che gli investitori che attuano politiche di engagement rappresentano ormai la maggioranza in termini assoluti. Interessante anche il fatto che, tra questi, la maggior parte dichiari ex ante un obiettivo definito che si prefigge di raggiungere attraverso il processo di engagement stesso.

Etica Sgr ha parlato dell’attività di engagement realizzata, che ha riguardato il 35% del portafoglio azionario e il 100% delle aziende italiane in cui investono i fondi.

L’engagement, ha concluso Bonati, presenta vantaggi a due direzioni:

  • È un beneficio per l’investitore: come dimostrato, un’azienda attenta alle tematiche ESG offre nel lungo periodo performance migliori.
  • È un beneficio per l’azienda: nei casi più virtuosi, essa riceve una consulenza completamente gratuita, che può sfruttare al fine di ottimizzarsi negli ambiti ESG, sempre più richiesti dal mercato stesso (in particolare si è portato all’attenzione il recente interesse espresso dagli investitori stranieri per queste tematiche nelle aziende italiane, specialmente quelle di dimensioni minori).
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